Discoteche, pub e l'industria del divertimento

Rimini è un'ottima scelta per chiunque ami vivere la notte con le sue mille luci rutilanti, e sperimentare la pletora di pub e discoteche che hanno fatto la storia della cultura romagnola e nazionale del divertimento.
Se infatti questa città è ormai conosciuta come la capitale del divertimento, lo deve in prima istanza al suo zoccolo duro di discoteche "storiche", che a partire dagli anni '70 hanno rivoluzionato il concetto di "locali da ballo", con quell'anima un po' underground e allo stesso tempo pop che affascina per le sue contraddizioni. Questo fenomeno di costume nacque negli anni '70, ma furono gli anni '80  che lo videro esplodere come una epidemia capace di contagiare tutte le classi sociali: l'impiegato come il grande industriale o il vip in cerca di visibilità, la classe media e la punta di diamante di una Italia reduce dal boom economico e desiderosa di ostentare il suo benessere in quei corpi indistintamente immersi nel mare uniformante delle luci psicadeliche e delle vibrazioni sonore sparate a tutto volume, o nei corpi scolpiti e provocantemente esibiti dalle cubiste, nuove icone moderne della bellezza femminile.

Da Marina di Ravenna a Cattolica trascinando persino le propaggini estreme delle marche, la costa romagnola si animò dei nuovi templi della disco dance ed un brulicare frentico di macchine in coda per il locale di turno e di gambe in fila davanti all'ingresso.

Locali che all'occorrenza, raccontano voci di corridoio, seppero lasciare fuori un giovane avvocato Agnelli sprovvisto di cravatta, come si dice che fece l'Embassy.

Il cuore di questo impero era ovviamente Rimini, col suo affezionato pubblico internazionale: tedeschi, francesi e scandinavi. Non che questi restassero semplici comparse, specialmente le donne, che alimentarono la buona reputazione e la virilità dei playboy nostrani, i nuovi vitelloni. Appostati fin negli areoporti, porta d'ingresso delle muse nordiche e a caccia nella riserva delle scandivane, il Blow Up, dove Re Zanza si è costruito addosso la leggenda da sciupafemmine, professionista del rimorchio.

Del resto di personaggi quasi mitolgici non ne sono mancati nemmeno in tempi più recenti, come l'inquietante Principe Maurice, artista a tutto tondo che con le sue performance artistiche, tra il grottesco e l'ironico, il rock ed il barocco, animava le notti della celebre discoteca Cocoricò.

Agli stacanovisti più pretenziosi non resta che passare in rassegna le piste più celebri: Embassy, Paradiso, Velvet, RockIsland e tante altre ancora... e immergersi nella frenesia della leggendaria vita notturna riminese.

Naturale corollario delle discoteche sono i pub, che rappresentano una sorta di rito preparatorio pre-discoteca, o una valida alternativa per passare piacevoli serate in compagnia, bere ottimi drink o fermare l'appetito con qualche veloce manicaretto.

Il primo e più famoso è il Rose & Crown, ma molto gettonati sono anche il The barge, o ancora il Bounty, il Barrumba, il 365 o quel grappolo di graziosi e animatissimi localini che si coagulano attorno alla vecchia pescheria del centro storico, meglio conosciuti come Le cantinette.
Difficilmete potrete annoiarvi in questo angolo d'Italia.